Nere fuori, arancioni dentro: le cozze sono i molluschi veraci più apprezzati nel mondo. Un piatto gustoso e succulento che viene servito prevalentemente con il guscio che racchiude al suo interno la parte commestibile.
Una volta mangiato, il frutto delle cozze, si lasciano i gusci vuoti pronti ad essere gettati via. Ma non per lo studente olandese Joost Vette che ha scoperto che dalle valve dei mitili si può ricavare una pasta simile alla ceramica che può essere facilmente lavorata con la stampa 3D.

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Il metodo di Vette è il seguente: mettere in forno i gusci delle cozze per eliminare i resti del mollusco e poi una volta puliti ridurli in polvere. Lo studente olandese, dopo una serie di tentativi ha compreso che la polvere per essere il più modellabile possibile doveva essere lavorata con alcuni amidi, alghe e persino con lo zucchero ricavato dalla barbabietole. Un altro aspetto interessante del materiale basato sui gusci delle cozze è che può essere facilmente riciclato.

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Secondo Vette, il materiale stampato si dissolve facilmente quando viene immerso nell’acqua. “Se si utilizza la giusta quantità di acqua, è sufficiente versare il materiale nella stampante“, ha affermato. “Un sacco di materiali si indeboliscono quando riciclati, questo no. Ciò significa che eventuali stampe non riuscite potrebbero essere facilmente sciolte e reinserite in una stampante, con il risultato di un progetto senza sprechi.”
Vette immagina che il suo materiale di rivestimento venga usato come parte dell’industria del turismo in Zeeland, una regione balneare nei Paesi Bassi.

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Inoltre, la polvere ricavata dallo studente olandese potrebbe essere utilizzata come materiale di supporto per altri progetti stampati in 3D perché è solubile in acqua. Alla fine, Vette spera che il suo materiale di stampa 3D riciclato e riciclabile, realizzato con gusci di cozze, contribuirà a sostenere un’economia circolare locale nei Paesi Bassi. “Consente la produzione locale, eliminando i costi di trasporto“, ha affermato. “Ancora meglio è se puoi utilizzare i prodotti locali e riciclarli localmente, chiudendo il ciclo del materiale.”.

fonte: 3ders.org

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By Categories: NotiziePublished On: 8 Marzo, 2018

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